Ciao Alessandro,
sono finito sul tuo blog tramite un mio contatto msn (un'amica in comune?!).
Sono titolare di una azienda, e secondo me potrebbe essere interessante per te prevedere un capitolo sul "mobbing al contrario".
Nei 9 anni di attività come titolare occasionalmente si sono verificati casi uguali ed inversi; sono convinto che in quasi tutte le aziende questo fenomeno si verifichi in qualche forma.
Pensaci.
Carissimo ?,
ti ringrazio per il tuo intervento e ti rispondo: nella mia tesi sto analizzando il Mobbing in qualunque forma e, ovviamente, anche nella sua manifestazione contraria ossia quando sono i superiori a subire vessazioni da parte dei loro sottoposti. Tuttavia non è su questa tipologia di Mobbing che mi interessa focalizzare l'attenzione del mio BLOG e della mia tesi. La tua testimonianza è molto importante per me perchè costituisce un'eccezione ad una triste regola e, ahimè, i dati statistici sono molto chiari in tal senso: l'incidenza più alta di casi di Mobbing vede i sottoposti nel ruolo della vittima e credo siano perfettamente comprensibili i motivi di questo; i sottoposti in quanto tali sono più vulnerabili perchè alla base piramidale della gerarchia lavorativa e, ahimè, scarsamente tutelati anche dagli organi preposti a questo tipo di funzione. Se i superiori vengono mobbizzati il più delle volte è perchè i sottoposti si sentono in diritto di farlo, forse perchè esercitano un "diritto di critica" legittimo, forse perchè scarsamente tutelati o rispettati nei loro bisogni o forse, come mi sembra di aver capito che tu pensi, per uno sterile e gratuito bisogno di contestare l'autorità. Ma ti assicuro che, in un paese che come l'Italia verte in condizioni occupazionali disastrose, sono molto rari i casi di "Mobbing al contrario" perchè ahimè, nelle ristrettezze economiche in cui si trovano o con i ritmi lavorativi maniacali e frenetici che sono obbligati a rispettare, la maggior parte delle persone che lavorano non hanno nemmeno il tempo di considerare la possibilità di contestare chi può decidere per o contro la loro SOPRAVVIVENZA fino alla fine del mese...
Pensaci.
Alessandro Gallo
mercoledì 16 gennaio 2008
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2 commenti:
Ciao ALessandro, vengo da un altro Blog voglio rispondere al "signore" che ti ha scritto questo post.
Dove lavoravo prima, il mio "capo", sicuramente ritenva d'essere soggetto a "mobbing al contrario" da parte mia. Le mie assenze per malattia, i miei permessi dati per una legge italiana (legge 104). Il fatto che usassi quanto fornitomi dalla legge per LUI era motivo di vessazione. Non parliamo del fatto che trattasse i dipendenti come schiavi. Con la scusa del "ti pago". Persone che si facevano male in azienda che venivano "inviatate" a tornare al lavoro. Gente che subiva un incidente stradale e veniva richiamata perchè "indispensabile". Poco importa se, causa un colpo di frusta, la persona vomitava per le scale. Poco importa se un'altra (sempre a seguito di quell'incidente) aveva recuparato da poco l'udito e gli imponeva di rientrare dalla missione in Svizzera con la macchina, di notte e con la neve.
Però è vero, lui ha dei dipendenti, mantiene delle famiglie. Deve mandare avanti un'azienda, non può piegarsi a queste "piccolezze".
Ti ringrazio per la tua preziosa testimonianza. Se ti va scrivimi ancora e raccontami più nello specifico la tua esperienza di Mobbing. Su questo spazio hai la possibilità di raccontarti senza temere il giudizio e le ritorsioni altrui.
Grazie
Alessandro Gallo
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