venerdì 18 gennaio 2008

Piccolo Cesare



Nel disco "Eva contro Eva" del 2006, la cantautrice siciliana Carmen Consoli, ha inserito un pezzo che io reputo molto significativo e che è di certo tra i miei preferiti, il pezzo si intitola "Piccolo Cesare". E' già dal titolo facilmente deducibile chi sia il protagonista della storia raccontata dalla Consoli in questo pezzo: un uomo di potere, anche dei giorni nostri, accomunato a quelli che l'hanno preceduto dalla stessa sete di dominio, dallo stesso bisogno di esercitare un controllo dei suoi "comandati", gli uomini e le donne del popolo. Applicato al Mobbing, questo "Piccolo Cesare", altri non potrebbe essere che un superiore che, certo dell'incapacità di reagire dei suoi sottoposti e degli strumenti di potere che egli può sfruttare a suo vantaggio e contro di loro, annienta continuamente le loro coscienze ricorrendo a metodi coercitivi subdoli e denigranti. Tuttavia mi preme sottolineare che, qualora si volesse a tutti i costi ragionare in termini di "colpa", altrettanto responsabili di questa condizione sono coloro che, pur non avendo a volte gli strumenti per poterlo fare, accettano questa condizione di "sudditanza psicologica" e si rassegnano passivamente al loro destino... Popoli interi si sono uniti e hanno saputo ribaltare qualunque condizione di sottomissione e schiavitù, perchè oggi, arrivati a questo presunto grado di civiltà, non riescono a farlo dei semplici dipendenti? Perchè l'indolenza, la paura, la necessità di sopravvivere, la riluttanza a credere in un cambiamento, sono le migliori alleate dei giochi di potere di chi ci manovra come farebbe con i pezzi di una scacchiera? Finchè saranno questi sentimenti a prevalere, saremo tutti schiavi di un "Piccolo ma ahimè Grande, perchè lo rendiamo noi tale, Cesare"...


Vorrei dedicare questo Post a chi non ha ancora scritto, semmai troverò la forza di farlo o anche se non la troverà mai...Grazie. (Alessandro G.)


"La chiamano coscienza popolare ed è una febbre insolita
offende la ragione ed alimenta ideali di uguaglianza
Non lascerò che questa orrenda epidemia contagi gli animi
diffonderò il terrore tra il mio popolo e brandirò il mio scettro contro ogni ritrosia
La notte guarda e non consiglia
trascina sgomento ed ingombranti ore
un buio cieco come rabbia come agonia
Sua maestà cerca quiete tra i guanciali di seta
cerca il sonno dei giusti tra marmi preziosi e soffitti affrescati
cerca un’oasi di pace per l’anima.
Non lascerò a questa indomita plebaglia via di scampo
il cane che ha già morso il padrone di certo un giorno o l’altro proverà a rifarlo
La notte è un precipitare senza appiglio
l’attrito stridente di incubi e rimorsi
un vuoto d’aria e di speranza, di lucidità
Sua maestà cerca quiete tra i guanciali di seta
cerca il sonno dei giusti tra marmi preziosi e soffitti affrescati
cerca un’oasi di pace per l’anima così distante da dimenticare
la maniera brutale con cui ha preteso devota obbedienza
Sua maestà cerca quiete tra i guanciali di seta
ma il riposo dei giusti è dominio di un regno chiamato coscienza
scenderà a compromessi con il buon Dio ricoprirai altari di diamanti
otterrà l’indulgenza e la facoltà di ribaltare il senso dei comandamenti".

(Piccolo Cesare - Carmen Consoli - Eva Contro Eva, 2006)

Nessun commento: