Ieri "River" ha postato la mia mail di invito a visitare ed arricchire il mio Blog sul suo spazio http://www.river-blog.com/2008/01/19/mobbing-tesi-e-soluzione/. Tempestivi sono arrivati alcuni commenti da parte dei visitatori e così, questo fenomeno sommerso, ha realmente fatto capolino con la punta fuori dai flutti. Spero che le persone che abbiano postato un intervento sul Blog di "River" passino di qui e scrivano qualcosa sul loro vissuto inerente al Mobbing: mi sembra di carpire da ciò che hanno scritto che i punti di vista sono molto variegati ed è a questo che anelo per creare il dibattito che vorrei germogliasse qui. Spero che ora stia germinando, spero che la mia semina si riveli fruttuosa e che prima o poi si riesca a rompere il muro rappresentato dallo schermo che ognuno di noi ha davanti a sè mentre legge queste parole... Per questo ho deciso di spendere 2 parole su di me, perchè mi sono accorto che non mi sono ancora presentato davvero per quello che sono, per non restare più "tale Alessandro Gallo di 25 anni laureando in Scienze della Comunicazione"....
Grazie a "River" per il suo preziosissimo Post, sono felice di essere stato postato su un Blog interessante come il suo. :)
(A.G.)
Questo sono io (1)
Per molti potrei solo essere, per l'appunto, Alessandro Gallo 25 anni laureando in Scienze delle Comunicazione...Ma non è così, o meglio, non è solo così....Ho sempre pensato che non fosse giusto fare il mantenuto...Non mi sono potuto permettere di fare il mantenuto...I miei genitori non hanno fatto altro che ripetermi che quello che desideravano di più era che mi laureassi e che mi affermassi professionalmente e che quindi sarebbero stati disposti a mantenermi per tutto il mio percorso di studi, ma io mi sono ribellato a questa condizione ed ho deciso di cominciare a lavorare fin da quando avevo 18 anni...Perchè? Per pagarmi gli "extra" da solo, una maglia, un corso di formazione, la palestra, un libro, un cd, una pizza con gli amici e tutto quello che può far parte della vita di un ventenne...Niente di eccezionale o di particolarmente superfluo...Inoltre pensavo che fosse giusto cominciare a muovere i primi passi nel mondo del lavoro così presto, per capire come funzionava, per affilare le armi per il lavoro che sarebbe venuto dopo, per farmi le ossa con lavori "di partenza"....E, infatti, il mio primo lavoro è stato quello del "cameriere in un pub": 30€ a serata più mance, andavo nel locale alle sei di sera, spazzavo i pavimenti, passavo lo straccio bagnato, apparecchiavo per chi doveva mangiare e poi cominciavo a servire ai tavoli senza sosta fino alle 2/3 di notte...Inutile dirvi che tornavo a casa stanco morto e che poi il giorno dopo la levataccia era alle otto per cominciare a studiare. Il mestiere del cameriere è un mestiere fatto di molte cose, al contrario di quella che potrebbe essere l'opinione genrale in merito: un sorriso dato o ricevuto può cambiarti l'umore e l'andazzo della serata, un bicchiere che nella fretta continuativa di ore ed ore di lavoro cade e si infrange sul pavimento può mandare in mille pezzi pure te... Ti devi relazionare con svariate tipologie di cliente: chi ti piega le posate per dispetto, chi ti fa delle richieste assurde e ti umilia se non puoi accontentarlo per volontà del capo, chi ti dà una mancia lauta perchè sei stato particolarmente gentile (peccato che poi devi metterle nel fondo comune e spartirle con i colleghi...:D) e chi invece, nonostante tu sia stato molto gentile ed abbia fatto tutto il possibile per la soddisfazione del consumatore, se ne va di spalle senza nemmeno degnarti di un saluto.....Ho sempre notato un forte "classismo" nei riguardi del mestiere del cameriere: chi considera questo un lavoro di serie inferiore (a prescindere dalla lettera") ritiene che possa rivolgersi a chi lo serve con un'aria di sufficienza davvero indisponente, del tipo: "Senti mi porti questa cosa?? Veloce per favore!!" oppure "La pasta la voglio ben cotta, ma non troppo scotta; fammi sostituire questo ingrediente con quest'altro; avete i chiodi di garofalo da aggiungere vero?; portami il terzo prima del secondo ma il secondo prima del primo." (ovviamente la parola "Grazie"non fa parte del vocabolario di queste persone....!). Però è un lavoro che ti tempra, ti dà una forza d'animo dentro pazzesca, quando prendi la tua paga dopo ore ed ore di lavoro in cui: gli occhi ti bruciano perchè hai preso ordini per tutta la sera, le dita si sono leggermente ustionate per il contatto con i piatti roventi, le gambe non ti reggono più, la testa ti scoppia di richieste e di facce che hai visto, ti senti disidratato perchè non hai mai potuto fermarti a bere, PENSI DI ESSERTELE DAVVERO SUDATE (nel vero senso della parola) QUELLE 30€ PIU' MANCE...E poi c'è il rapporto con il capo, un rapporto all'insegna del "Tanto il cliente ha sempre ragione" quindi, secondo il capo, il cliente può: umiliarti, lamentarsi del tuo servizio, offendersi se non hai potuto accontentarlo (per lui "saputo"), ordinare una coca cola ed occupare un tavolo per 4 ore perchè sei tu che non lo invogli ad ordinare altro, lamentarsi con te della cattiva qualità delle pietanze o dell'eccessiva costosità delle stesse, sporcare il bagno gratuitamente (per mancanza di riguardo) e costringerti a pulirlo ginocchioni, insultarti perchè secondo lui "quelli sono stati serviti prima ma sono arrivati dopo", insultarti per i tempi di attesa, cambiare 10.000 volte l'ordinazione anche mentre ciò che hanno ordinato è già in preparazione, aggredirti perchè fa freddo, fa caldo, il locale è buio, il tavolo è scomodo e bla bla bla bla bla...NE RISPONDI SEMPRE E SOLO TU, MICA IL CAPO!!! C'è stato un momento in quell'anno e mezzo in cui ho fatto il cameriere in cui ho creduto alla possibilità che mi venissero le stimmate e in effetti avevo dei segnetti sui palmi delle mani ma erano provocati dalle superfici taglienti....Anche i capi ti trattano come un lavoratore di serie B, si comportano come schiavisti, la sera a cena, sopo aver fatto le pulizie e prima di comicare ad accogliere e servire la clientela, avevamo sempre gli scarti del giorno prima da mangiare, mentre il padrone e la padrona si cibavano del meglio...Non erano interessati a chi fossi e a come la pensassi, per loro eri al pari dello scopettone, uno strumento, avrebbero voluto vederti più scaltro e capace di persuadere il cliente ad ordinare di più, a prendere questo ma anche quell'altro dal menù, a convincerlo che il rapporto qualità/prezzo del locale è fantastico... Sei in una catena di montaggio, se salti un passaggio mandi in tilt tutta la baracca, se spossato ti fermi anche solo per 5 secondi sei inefficiente, se sei giù di morale devi sorridere sempre e comunque...
Vi dico solo che la padrona spesso alterava il conto volutamente (magari gli andava bene e pagavano lo stesso) anche se lei diceva che si sbagliava per distrazione, una volta me ne sono accorto e gliel'ho fatto notare mi ha risposto che "i conti in un modo o nell'altro tornano sempre" (io spero siano tornati anche per lei)...altre volte dava, sempre per distrazione è, il resto sbagliato, ovviamente sempre in difetto però,chissà perchè!?! Ancora oggi mi chiedo chi me l'abbia fatto fare di lavorare per 3 sere a settimana, in nero, 8 ore a sera, per 30€ di paga a serata come uomo delle pulizie, cameriere e psicologo del capo!! Ma non lo rinnego, era un lavoro adatto a quel momento e che mi ha incredibilmente fortificato, ricordo anche tanta solidarietà con i colleghi nei momenti di difficoltà e stanchezza (mi fai un favore? mi porti questo a quel tavolo che ho un'altra ordinazione? ci pensi tu a quei clienti appena arrivati?), ricordo le risate in cucina con il personale medio-orientale (perennemente e pesantemente mobbizzato, oltre che sottopagato, dai capi!!!), ricordo i vivissimi e gratificanti complimenti per il servizio e per la mia disponibilità dai clienti che non erano psicopatici come quelli descritti prima! L'ho fatto per vedere come vanno le cose nelle "attività" dove lavorano 15 persone di cui 1 in regola, negli esercizi commerciali a conduzione famigliare, nei posti di lavoro ad orario flessibile ma non pagato ad ore, nei posti di lavoro in cui non sei inquadrato nemmeno nella mansione (ma io pulisco per terra o servo ai tavoli?). Avrei potuto muovermi nell'ambito dell'immagine, all'epoca collaboravo con un'agenzia per dei servizi fotografici per cataloghi di abbigliamento e riviste di costume e moda, mi pagavano bene e mi chiedevano di incrementare le collaborazioni...ma questa è un'altra storia...ho scelto di fare il cameriere perchè credo che la fatica e la lotta per sopravvivere alle ostilità siano due grandissime lezioni di vita che ti lasciano dentro qualcosa di idelebile di cui tuttora ho memoria anzi che ora, che ho scritto questo Post, ho immortalato per chi mi leggerà e vorrà dirmi che ne pensa....
Un invito a chi viene servito: sii gentile quando vieni servito e riverito....
Alessandro G
Questo sono io (1) - GRAZIE
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